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Marc Faber

 

 

"Se Wall Street continuerà a salire, la probabilità che un evento del genere si verifichi diventerà più alta". Così si è espresso il guru dei mercati, noto per essere ribassista. Prossima crisi finanziaria peggiore di quella del 2008.

 
NEW YORK (WSI) - "Se Wall Street continuerà a salire, la probabilità di un crash dei mercati diventerà più alta". Lo dice senza mezzi termini Marc Faber, guru dei mercati, noto per essere ribassista. Per lui l'azionario americano nel breve termine è in una condizione di ipercomprato. 

Per questo, il crash potrebbe verificarsi anche "a un certo punto nella seconda metà dell'anno". Non è insomma "un buon momento per acquistare titoli azionari", ha detto il guru, sottolineando che i mercati non si trovano in una situazione di ripresa, in contrasto con quello che hanno predetto gli analisti in queste ultime settimane, ossia che si possano trovare all'inizio di una nuova fase toro.

Faber è al tempo stesso preoccupato per la possibilità di una ennesima crisi finanziaria che, secondo lui, potrebbe essere anche peggiore di quella che ha colpito i mercati mondiali nel 2008.

"La prossima crisi potrebbe portare al fallimento dei governi. In altre parole, potremmo assistere a un collasso totale della fiducia nel sistema".

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Le Banche centrali come Washington, Francoforte, Tokyo, Londra, hanno tutte la stessa strategia di politica monetaria tranne la Bce che rimane l'unica a tenere i tassi invariati. Solo il mercato americano sta rispondendo. 

 
ROMA (WSI) - La politica di allentamento monetario attuata dalle Banche centrali di mezzo mondo, hanno scelto di giocare compatte la carta dei tassi bassi per cercare di stimolare la crescita

Il settimanale di Londra, Economist, ha sottolineato che non erano su questi livelli da così tanto tempo. E rincarano la dose gli economisti, dicendo che difficilmente Federal Reserve, Banca centrale europea, Bank of England e Bank of Japan rivedranno la loro strategia a breve, almeno non quest'anno.

Haruhiko Kuroda ha inaugurato il suo mandato presso la Banca del Giappone con un drammatico allentamento della politica il 4 aprile scorso.Ha detto: "adotterò misure monetarie supplementari, se necessario, senza esitazione'', Kuroda ha tracciato un solco con quanto fatto dal suo predecessore, irrompendo di fatto nella guerra delle valute schierando giù l'artiglieria pesante. 

Anche a Londra Mark Carney, il nuovo capo della Banca d'Inghilterra, ha deciso di mantenere i tassi invariati ai livelli più bassi degli ultimi quattro anni fino almeno a tutto il 2014. 

Eppure nonostante questo, offrire denaro a buon mercato non ha avuto gli effetti sperati. Per gli addetti ai lavori la loro politica monetaria non ha funzionato granchè, perchè non ha incoraggiato la crescita economica come i governatori delle principali Banche centrali si aspettavano.
 
C'è quindi da domandarsi se Mario Draghi abbia fatto bene a non utilizzare la politica monetaria delle altre Banche centrali... 

"Ci sono alcuni segnali di una rinascita economica in America", osserva ancora l'Economist. Ma, fatta questa eccezione, le prospettive non appaiono rosee altrove. A marzo l'attività manifatturiera ha mostrato segnali di flessione in mezzo mondo, la disoccupazione è in piena espansione nell'area euro. 

Le politiche monetarie resteranno probabilmente "accomodanti" per molto tempo, nella disperata ricerca di rendimenti, gli investitori hanno deciso di tornare sui loro passi: stanno riscoprendo di nuovo i prodotti di debito strutturati che molti davano per scomparsi per sempre dopo i danni fatti dalla finanza creativa nel 2008.

Ci sono anche alcuni economisti che sottolineano come la politica della Federal Reserve abbia dato ossigeno al mercato immobiliare americano. Ma per molti sarà comunque l'ennesimo buco nell'acqua quando la spirale inflattiva busserà alla porta, chiedendo a tutti gli americani di pagare il conto.
 

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Bridgewater avverte gli investitori sulla possibilita' del 5-10% che il nostro paese finisca per abbandonare la moneta unica. "Il Movimento 5 Stelle? Imprevedibile, non si sa cosa farebbe se andasse al potere. Stallo politico ordigno nucleare per l'area euro.

 
 

NEW YORK (WST) -"C'e' una possibilita' compresa tra il 5 e il 10% che l'Italia esca dall'euro e questo dovrebbe essere sufficiente a tenere lontani gli investitori dal paese." 
Questo è quello che ha detto Bridgewater, uno dei maggiori Hedge Fund del mondo che gestisce 120 miliardi di dollari. 

Per quanto riguarda lo scenario politico del nostro paese, sempre in fase di stallo, il Movimento 5 Stelle rappresenta dei rischi, in quanto non si sa bene cosa farebbe se dovesse salire al potere. 

"Può l'Italia far saltare l'euro?", questo il report del fondo speculativo. "Osservare l'involversi della situazione politica in Italia ci spinge a chiederci se il Paese possa far esplodere l'euro". 

Il motivo e' la sua interdipendenza con Francia, Germania e Spagna: "Se qualcosa dovesse andare storto, l'impatto sull'intero sistema finanziario globale sarebbe enorme" perche' rappresenterebbe "un ordigno nucleare per l'euro".

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La previsione era per nuovi 192.000 posti di lavoro. La crescita è la più bassa in 10 mesi. Balzo euro, torna sopra quota $1,30, Wall Street peggiora, listini europei al minimo in più di un mese.

 
NEW YORK (WSI) - Numeri decisamente peggiori delle previsioni, almeno sul fronte della creazione di nuovi posti di lavoro. 

Nel mese di marzo negli Stati Uniti sono stati creati infatti solo 88.000 nuovi posti di lavoro, contro le 190.000 unità attese da Bloomberg e +192.000 previste dagli analisti. Si tratta del guadagno più contenuto in 10 mesi.

Rivisti al rialzo però i numeri di febbraio; in questo caso sono stati creati 268.000 nuovi posti lavoro, contro i 236.000 inizialmente resi noti. 

Il tasso di disoccupazione è stato pari al 7,6%, contro il 7,7% atteso dagli analisti e registrato nel mese precedente, e al valore più basso dal dicembre del 2007. Ma il fatto che il tasso sia sceso nasconde una verità che mette solo in evidenza come l'occupazione Usa non stia affatto migliorando al ritmo sperato. la flessione si spiega con il fatto che meno americani si sono messi alla ricerca di un posto di lavoro. Il tasso di partecipazione è infatti calato di nuovo, attestandosi al 63,3%, al minimo dal 1979. 

I mercati tuttavia scendono, i segnali che arrivano dal mercato del lavoro non sono affatto rassicuranti: vendite sui dollari, l'euro torna sopra la soglia a $1,30, fino a $1,3017, petrolio in calo, acquisti sull'oro.

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Lo spread resta sotto i 330 punti base, nonostante le incertezze sullo stallo politico italiano. Euro venduto dopo la decisione della Bce: scivola di nuovo sotto la soglia di $1,28. Analista: taglio tassi a maggio. Male Mps, rimbalza Telecom.

 
Roma (WSI): Secondo gli operatori, il mercato si attendeva un messaggio più incisivo, aspettativa che era anche a monte dei rialzi della mattina. "Dalle parole di Draghi emerge che non saranno prese misure particolari. Il mercato si aspettava una policy più incisiva" commenta a Reuters un trader.

Nel dettaglio investitori delusi dall'assenza di indicazioni su un possibile taglio dei tassi di rifinanziamento in futuro; nessun annuncio di misure straordinarie per sostenere la crescita dell'Eurozona (questo, nonostante l'inflazione, come ha detto lo stesso banchiere fiorentino sia sotto controllo); nessun commento sull'Italia. E soprattutto, timori per la frase secondo cui ci sono rischi al ribasso sulla ripresa dell'economia che era attesa per la seconda metà del 2013. 

Tradite le aspettative degli analisti, almeno nella giornata di oggi. Ma per gli esperti la Bce potrebbe riservare comunque una sorpresa nelle prossime riunioni, decidendo di tagliare i tassi di rifinanziamento o comunque stabilendo un piano B a sostegno della crescita e contro la fuga dei depositi dopo il caso Cipro. A tal proposito Annalisa Piazza, strategist presso la società di brokeraggio Newedge, "un taglio dei tassi o misure non convenzionali aggiuntive (da parte della Bce), non possono essere escluse per il mese di maggio". 

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A Francoforte oggi si riunisce il consiglio direttivo della Bce. Per gli esperti di mercato i tassi resteranno confermati allo 0,75%. Ma alcuni strategist vanno oltre e prevedono sorprese. Se non ora, presto. Crisi Cipro e impasse Italia in primo piano.

Oggi------>Annuncio del Tasso d'interesse EURO alle ore 13.45
 
ROMA (WSI) - Il caos politico in Italia, con la formazione del governo in alto mare, l'allarme-banche creato dal salvataggio di Cipro, i nuovi timori di contagio, la recessione europea che peggiora. Mario Draghi, presidente della Bce, torna sotto i riflettori in occasione del consiglio direttivo fissato per oggi mentre nuove, minacciose nubi si addensano all'orizzonte. 

Attesa per la decisione sui tassi di interesse, che viaggiano al minimo storico dello 0,75% e soprattutto per le parole che Draghi profererà durante la successiva conferenza stampa. 

I governatori saranno a Francoforte per fare il punto sulla crisi e sui rischi di contagio che lambiscono la Slovenia. Ma con un ordine del giorno in cui avrà largo spazio anche la crisi politica in Italia. Dopo il bail-in dei depositi oltre i 100.000 euro nel salvataggio, il nodo sono ora le restrizioni alla movimentazione dei capitali che Cipro sta già iniziando ad allentare. 

Secondo alcuni economisti la Bce potrebbe essere chiamata a fornire liquidità per contrastare la inevitabile fuga di depositi: c'è chi ipotizza che valuti se rinforzare l'arsenale dei maxi-prestiti Ltro alle banche. Oppure accennare a un ulteriore allentamento delle garanzie richieste alle banche in cambio di liquidità.

Draghi, per evitare scenari di contagio, probabilmente sottolineerà che si tratta di una misura che non verrà ripetuta. E potrebbe ribadire che la Bce resta pronta ''a fare tutto il necessario'' per difendere l'euro. Ma non finisce qui. Fra gli analisti ci si interroga sulla recessione che sembra intensificarsi nell'Eurozona: l'indice Pmi manifatturiero di marzo ha indicato contrazione per Italia, Francia e Germania, in quest'ultima è atteso un rallentamento dell'inflazione, mentre i disoccupati dell'Eurozona hanno segnato un nuovo record. 

Ecco perché alla Bce si torna a valutare un taglio dei tassi d'interesse, che è attualmente allo 0,75%. Ma l'incertezza spingerà probabilmente per un rinvio: la prudenza suggerisce di non esaurire le cartucce di fronte a uno scenario dalle molte incognite. "E' da inizio anno che i mercati finanziari si stanno chiedendo se ci sarà un taglio dei tassi. Fino ad oggi, la Bce ha resistito a questa tentazione", ha scritto in una nota Carsten Brzeski senior economista di ING a Brussels. E prende piede sempre più lo scenario in cui Draghi sarà costretto a pensare a un piano B. 

"Dovranno iniziare a pensare a un piano di misure non convenzionali, se la ripresa non si concretizzerà - ha detto in una intervista a Bloomberg Martin van Vliet, economista senior dell'area euro sempre per ING, ad Amsterdam - Potrebbe essere troppo presto per la Bce agire ora, ma mi aspetto che Draghi riconosca che l'economia non sta migliorando e le probabilità di una sorpresa sono più alte rispetto a quanto non lo siano mai state".

"Tuttavia, i cambiamenti nello scenario macro economico, con lo scoppio della crisi cipriota e il possibile impatto di lungo termine sui depositi bancari dell'Eurozona potrebbero essere oggi una valida giustificazione per tagliare i tassi oggi". Gli analisti di Bank of America sono convinti che un taglio dei tassi si concretizzerà solo nel secondo trimestre se dovesse indebolirsi l'economia di alcuni Paesi chiave dell'area euro e l'inflazione aumentare. 

"Le nuove misure della BCE potrebbero essere annunciate fra maggio e la riunione di giugno", segnala Jose Luis Martinez Campuzano, analista di Citi. Prima c'è da risolvere un altro problema: i tassi a minimi record non hanno impedito un forte rialzo dei tassi che le banche applicano ai prestiti a famiglie e imprese in Paesi come Spagna e Italia, legato ai forti spread dei titoli di Stato. 

Su questo fronte la Bce potrebbe valutare di prendere, a garanzia di ulteriore liquidità alle banche, pacchetti di prestiti alle piccole e medie imprese, una misura che tuttavia rischia di incontrare le resistenze della Bundesbank e aprire un nuovo conflitto all'Eurotower.
They range from an interest-rate cut to a new round of long-term loans to banks, to a plan to encourage lending to companies, three officials with knowledge of the deliberations said. They stressed that such action may not be announced today.

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Il mandato del presidente della Banca centrale americana scade a gennaio 2014. A Wall Street è già scattato il toto-nomi. L'attuale numero due di Bernanke la più accreditata. Si chiama Janet Yellen e avvalla la strategia del suo "principale". Ma con qualche differenza.
 
ROMA (WSI) - Il mandato del presidente dellaBanca centrale americana scade nel gennaio 2014. Ma a Wall Street è già scattato il toto nomi su chi sarà il successore di Ben Bernanke, anche se alcuni osservatori non escludono che l'attuale presidente della Federal Reserve possa restare lì per altri quattro anni. 

Nei mesi scorsi, durante la campagna elettorale, l'attuale presidente della Fed aveva escluso un suo terzo mandato, ma gli analisti ritengono che la possibilità che resti non vada sottovalutata. Bernanke, infatti, è l'uomo anti-crisi per eccellenza: in carica dal 2006, quando lo nominò George W. Bush, è stato rinnovato dal presidente Obama nel 2010, per dare continuità quando gli Stati Uniti erano nel pieno della crisi. 

Una crisi che ora ha mollato la presa, ma continua a far sentire i suoi effetti, in particolare sul mercato del lavoro. Sotto la guida di Bernanke la Banca centrale americana ha messo in atto misure straordinarie, che gli hanno fatto guadagnare il titolo di uomo anti Grande Depressione

E proprio queste misure andranno ritirate e il mercato crede in Bernanke e nelle sue capacità. Ma secondo gli osservatori se invece arriverà un cambio alla guida della Fed potrebbero essere gli ex segretari al Tesoro Timothy Geithner e Larry Summers o un insider alla Fed, come Janet Yellen, attuale numero due di Ben Bernanke a essere le personalità più valide. 

Proprio sul nome di Yellen l'opinione pubblica si sta scaldando. Lei che è attualmente il vice presidente della Federal Reserve è, infatti, ritenuta da molti la candidata migliore in campo. Forte della sua esperienza passata da presidente della Federal Reserve di San Francisco ha, infatti, ottime credenziali per prendere il posto di Bernanke l'anno prossimo.
 

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Anche il paese noto per il rigore e l'austerity, è piombato nella crisi. Consumi fermi, mercato del lavoro ingessato, banche affossate. Le famiglie olandesi nel 2012 sono più indebitate di quelle spagnole nel 2011.

 
ROMA (WSI) - L'Olanda si è schierata al fianco della Gran Bretagna contro la proposta di una rettifica da 11,2 miliardi di euro per il bilancio Ue 2013. La posizione del ministro delle Finanze,Jeroen Dijsselbloem, nonché attuale presidente dell'Eurogruppo, con cui ha rivendicato più rigore e più risparmi nel bilancio Ue, dichiarandosi a favore della costituzione di un blocco di Stati europei contrari all'aumento del bilancio, stride non poco se si guarda il bilancio di uno Stato, il suo, che sta andando alla deriva. 

Anche il quotidiano tedesco, l'autorevole Spiegel, ha segnalato che quell'economia una volta esemplare adesso è in balia di debiti enormi e dello scoppio di una vera e propria bolla immobiliare, che ha bloccato la crescita e il mercato del lavoro. 

La lettura delle statistiche non lascia spazio ad altre interpretazioni alternative: nessuna nazione della zona euro è in una situazione debitoria, come quella dei Paesi Bassi, in cui le banche sono affossate dai mutui. Mentre i debiti delle famiglie sono arrivati a pesare per circa il 250% sul reddito disponibile. Un dato è emblematico per fotografare questa situazione: nel 2011 gli spagnoli erano fortemente indebitati ma solo al 125% a fronte di una disoccupazione in aumento, di consumi risicati e di una crescita a punto morto. 

Il problema dell'Olanda è che, nonostante i suoi proclami sulla necessità di conservare ildogma fiscale dell'austerity, anche lì la situazione è delicata. Neanche il suo debito pubblico è in grado di rispettare i parametri stabili dal Trattato di Maastricht. 

Alcuni economisti notano come gli olandesi siano stati a lungo tra i risparmiatori europei più diligenti, ma adesso l'incantesimo si è rotto. La nazionalizzazione della quarta banca olandese, la SNS Bank, per un esborso pari a 3,7 miliardi di euro nel mese di febbraio ha mandato in frantumi le belle speranze. Come anticipato sempre dal Spiegel "non c'è fine alla crisi in vista."
 

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Si allargano le perdite della Borsa americana, dopo che l'Ism manifatturiero ha segnato, contro ogni attesa, una flessione nel mese di marzo. Giovedì scorso, ultimo giorno di contrattazioni prima del ponte pasquale, lo S&P500 ha chiuso ai massimi di sempre a 1.569 punti. Oro verso 1.600 dollari l'oncia.
 

NEW YORK (WSI) – Peggiora l'andamento degli indici di Wall Street, dopo la diffusione dell'Ism manifatturiero. Contro le attese del mercato che si aspettavano un risultato in rialzo, l'Ism manifatturiero ha segnato, nel mese di marzo, un ribasso a 51,3% da 54,2% del mese precedente. A poco meno di un'ora dall'avvio delle contrattazioni, il Nasdaq segna -0,35% e lo S&P -0,20%. Resiste il Dow +0,02%.

Giovedì scorso, ultimo giorno di contrattazioni prima del ponte pasquale, lo S&P 500 ha chiuso ai massimi di sempre a 1.569 punti. Resta a questo punto imbattuto il record intraday di 1.576,09 punti. Nel primo trimestre, lo S&P 500ha segnato un aumento del 10%, aggiungendo alla ripresa del mercato americano un valore pari a 10 trilioni di dollari. 

Tornando alla Borsa, dai minimi di marzo 2009, quando ha toccato i minimi da 12 anni a 676.53 punti, lo S&P 500 ha più che raddoppiato il proprio valore, segnando un incremento del 131%. 

In ambito valutario, l’euro -0,03% a $1,28; dollaro/yen -0,58% a JPY 93,6.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,86% a quota 94,41 al barile, mentre le quotazioni dell'oro salgono dello 0,14% a $1.598.

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L'Europa dovra' aspettare molto tempo prima di poter registrare una "crescita genuina". In Usa Borsa chiude il primo trimestre in rialzo del 10%, con Dow e S&P ai massimi di sempre. Ma l'andamento di obbligazionario e materie prime fa suonare un campanello di allarme.

[Mohamed El Erian AD di Pimco è il maggiore fondo obbligazionario al mondo.]

NEW YORK (WSI) - Wall Street ha chiuso il trimestre con un rialzo del 10%: sono stati i migliori tre mesi dell'anno dal 1987 (+11%). I guadagni hanno consentito al Dow Jones e all'S&P 500 di aggiornare il record assoluto. Nel caso dell'indice allargato, attestatosi a 1.569,19 punti, bisogna tornare indietro ai tempi pre crisi subprime, nel 2007.

In Usa fattori quali redditivita' aziendali in crescita e le prospettive per un miglior andamento degli investimenti nel mercato azionario non possono da soli spiegare la clamorosa corsa della Borsa, secondo Mohamed El Erian, AD di Pimco: "Basta guardare a dove si trovano gli indici di riferimento alla fine del trimestre per capire la natura artificiale e insolita dei mercati".

In pochi avevano previsto che la performance rialzista dell'azionario sarebbe stata accompagnata da un tasso dei Treasuries decennali cosi' basso, all'1,85%, un Bund a 10 anni che rende l'1,29% e le quotazioni dell'oro cosi' elevate, a $1.596 l'oncia. "E' il modo con cui i mercati avvertono gli investitori su alcune questioni che ancora non sono state risolte per i trimestri a venire", scrive in una opinione pubblicata sul sito della CNBC il manager del maggiore fondo obbligazionario al mondo. 

Questa stramba combinazione di bond, azionario e prezzi dell'oro, sottolinea il gestore, ci dice come le banche centrali del mondo - in particolare Fed e Bce - sono riuscite con le loro misure straordinarie a spingere gli investitori a prendere rischi anche in un momento difficile per l'economia reale Usa, in un contesto di piena crisi di fiducia in Europa e di tensioni geopolitiche nel mondo. 

Il rally della borsa statunitense rispecchia un miglioramento delle condizioni economiche in America, secondo El Erian. Ma in Europa la situazione resta drammatica. "Come sottolinea il mio collega Saumil Parikh, c'e' bisogno di una transizione dalla 'crescita assistita' ad una di tipo genuino". 

In Usa si sta materializzando, anche se in maniera graduale. Ma in Europa bisognera' aspettare per un bel po' di tempo prima che questo avvenga.

 

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