Diego Falcinelli

Diego Falcinelli

 

Dati macro truccati, finanze pubbliche "fuori controllo", stime su crescita pil di appena +3%.Soros: rischio fuga banche, crisi alla Lehman.

 
ROMA (wsi) - Il consiglio statale della Cina ha detto che aprira' le frontiere per accogliere nuovi flussi di capitale. Al momento ci sono limiti molto rigidi per le compagnie europee o americane che volessero, ad esempio, convertire euro o dollari in yuan per costruire una fabbrica o avviare una start-up. Stesso discorso vale per un cittadino cinese che voglia convertire yuan in euro per investire nel mercato azionario tedesco. Il piano verra' svelato quest'anno e benche' nessuno vi stia prestando attenzione rischia di essere la storia economica piu' importante

Guardando all'enigma Cina, poi, economisti e analisti di tutto il mondo tentano di fare il punto della situazione, cercando di capire in primis se il boom economico degli ultimi anni continuerà ancora, e se la fase di rallentamento confermata dagli ultimi dati macro abbia un valore solo episodico. 

"China may not overtake America this century after all", ovvero la Cina potrebbe non superare gli Stati Uniti e diventare la prima economia del mondo, scrive la penna di Ambrose Evans-Pritchard, editorialista del Telegraph. Aumentano infatti i dubbi sulla sostenibilità di un miracolo che è durato per ben 30 anni, e che ora sarebbe, se non al capolinea, vicino a esso.

La "gara" tra i due potenti del mondo potrebbe dunque riconfermare al podio, per l'ennesima volta, la congiuntura americana. 

Le domande, poi, non mancano: i numeri che sono stati sfornati finora sulla crescita del pil cinese, sono stati sempre attendibili? L'interrogativo è più che lecito, soprattutto dopo che il premier Li Keqiang ha rivelato che per misurare la crescita Pechino utilizza l'utilizzo dell'elettricità, i cargo che transitano nelle ferrovie e i prestiti bancari; certo, i dati relativi all'elettricità vengono utilizzati anche da qualche analista, ma in questo caso il premier avrebbe ordinato alle società di utility di gonfiare i dati. 

Lo stesso Lim si è posto inoltre l'obiettivo di frenare la crescita cinese a un limite pari al 7% per il prossimo anno, rallentando anche il ritmo eccessivo degli investimenti - che rappresentano il 49% del Pil, record mondiale - prima che si verifichi un eventuale scoppio della bolla speculativa temuto dal mondo intero.

Contraddizioni, dunque, nella Cina moderna, che forse non cresce ai ritmi riportati, ma che comunque avanza a un tasso pericoloso, che metterebbe a rischio l'economia globale. Che dire poi dell'ammissione di uno stesso funzionario, che ha detto che le finanze pubbliche dei governi locali sono "fuori controllo"?

Ecco che i pilastri su cui si regge Pechino appaiono sempre più fragili. E vengono di conseguenza snocciolati numeri che rendono meno probabile, almeno nel corso di questo secolo, il superamento degli Stati Uniti da parte della Cina. 

Lo stesso China's Development Research Council (DRC) ritiene che entro il 2020 il ritmo di crescita della Cina scenderà al 6%, se non a un valore più basso. Il Conference Board degli Stati Uniti va oltre e prevede un timido +3,7% nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025. 

Michael Pettis, dell'Università di Pechino, ritiene che nel prossimo decennio il pil rallenterà fino a un target compreso tra il 3% e il 4%. In tutti questi casi, l'economia cinese potrebbe dunque espandersi a un tasso poi non così superiore a quello dell'America, per cui si prevede un aumento del 3%.

I recenti numeri sono già eloquenti: lo scorso anno, il pil Usa si è attestato a $15.700 miliardi, contro gli $8.000 della Cina, tenendo in considerazione il tasso di cambio su base nominale, che viene considerato il metodo più credibile per la comparazione di due economie. 

"La prossima volta che vi troverete in Cina e sentirete che starete soffocando respirando l'aria del paese, ricordatevi che tutto quanto è responsabile di quell'inquinamento viene considerato positivo in termini di Pil (a Pechino). Ma se effettuate gli aggiustamenti tenendo conto del degrado ambientale e degli investimenti eccessivi in opere che non saranno mai utilizzate, dovrete conteggiare una flessione dell'economia del 30-50%", ha detto Clyde Prestowitz, economista americano. 

L'agenzia di rating Fitch ha già rivisto al ribasso la valutazione sul debito, avvertendo che i credito sono balzati dal 125% al 200% del pil negli ultimi quattro anni, a fronte di una finanza fantasma che ha permesso alle banche di operare senza controlli.

George Soros ha già avvertito che in Cina si potrebbe verificare una "fuga" dal sistema bancario di una portata simile al crack di Lehman Brothers.
 
L'Eurotower ribadisce di essere pronta a nuovi tagli dei tassi se le condizioni lo rendessero necessario. Disoccupazione continua a peggiorare.
 
 

FRANCOFORTE (wsi) - Previsioni su economia e disoccupazione che peggiorano, quelle sull'inflazione segnalano attenuazioni: questo in sintesi il quadro che emerge dall'indagine trimestrale presso esperto economici di istituzioni finanziarie e centri studi dell'area euro, condotta dalla Banca centrale europea. 

Come di consueto viene pubblicata nel bollettino mensile, ma non rappresenta le previsioni della stessa Bce, bensì una media delle attese tra i tecnici del settore. Ora sul 2013 è attesa una recessione del Pil dell'intera eurozona dello 0,4 per cento, cui seguirà un più 1 per cento nel 2014 e un più 1,6 per cento nel 2015. 

Nell'indagine precedente, risalente a tre mesi fa, era attesa una crescita a zero sul 2013 e un più 1,1 per cento nel 2014. 

La Banca centrale europea continua a segnalare di esser pronta a nuovi tagli dei tassi di interesse se la situazione lo dovesse richiedere. 

"Il Consiglio direttivo seguirà con molta attenzione tutte le nuove informazioni sugli andamenti economici e monetari e valuterà l`eventuale impatto sulle prospettive per la stabilità dei prezzi", afferma l'istituzione nel suo ultimo bollettino mensile.

La disoccupazione nell'area euro continua a peggiorare, avverte la banca centrale europea. "I mercati del lavoro dell`area dell`euro sono rimasti deboli, con il persistere di marcate differenze fra paesi. I dati più recenti delle indagini congiunturali prefigurano un`ulteriore perdita di posti di lavoro e una disoccupazione crescente nel prossimo futuro".

Tuttavia, nel suo ultimo bollettino mensile inserisce anche uno spiraglio di possibile miglioramento della dinamica: "il minore incremento del numero di disoccupati rispetto agli andamenti di fine 2011 e inizio 2012 sembra suggerire un`attenuazione del ritmo di crescita della disoccupazione", si legge.

Ad ogni modo "gli indicatori delle indagini prefigurano un`ulteriore perdita di posti di lavoro nel primo trimestre del 2013 e all`inizio del secondo trimestre - rileva l'istituzione - sia nell`industria sia nei servizi.

Nell'Eurozona l'attivita' economica dovrebbe stabilizzarsi e ''recuperare gradualmente nella seconda parte dell'anno''. Lo scrive la Bce nel Bollettino di maggio. I rischi sulle prospettive economiche, sottolinea la Bce. sono pero' legati ''a una domanda domestica e globale piu' debole del previsto e la lenta o insufficiente implementazione delle riforme strutturali''. ''Questi fattori hanno le potenzialita' per ridurre la fiducia e dunque ritardare la ripresa'', si legge nel Bollettino. (AGENZIE)

                                                                 La corsa di Wall Street non è ancora finita-----> Lo dice Warren Buffett

L'oracolo di Omaha ha confermato la view positiva sull'azionario, definito ancora non "eccessivamente caro". Stare alla larga dai bond. VIDEO INTERVISTA
 

 

NEW YORK (wsi) - La corsa di Wall Street non è arrivata al capolinea. A dispetto dei nuovi record storici che i listini continuano a inanellare, il mercato azionario americano resta, nel lungo periodo, un buon investimento. Parola di Warren Buffett che, fino a questo momento, continua a preferire l’azionario alle obbligazioni visto che quest’ultimo asset, a suo parere, è diventato sempre più rischioso alla luce di un eventuale aumento dei tassi di interesse. 

In un’intervista alla Cnbc, l’oracolo di Omaha ha messo in evidenza che, per quanto non a buon mercato se paragonato a qualche anno fa, l’azionario resta un investimento attraente e non eccessivamente caro. 

Buffett ha detto invece che il mercato obbligazionario rappresenta, in questo momento, una scelta sbagliata, in quanto i prezzi sono gonfiati artificialmente dalla politica espansiva della Fed. Meglio dunque, secondo uno dei più ascoltati guru di Wall Street, starne alla larga. 
 
                                                                Nouriel Roubini                              George Soros
 
Per l'economista le politiche espansive di Fed e Bce sosterranno i listini, ma nel 2015 arriverà una depressione. George Soros: "L'Ue sarà distrutta da euro".
 

Roma (wsi) - All'euforia delle Borse lui non brinda. Anche se in Europa Francoforte ha ritoccato alla vigilia il proprio record storico col Dax che è salito a 8.181,78 punti, mentre in Giappone la Borsa di Tokyo a quota 14.180,24 punti ha rivisto i livelli di giugno 2008. 

E ancora al di là dell'Atlantico è stato di nuovo record per Wall Street, con l'indice Dow Jones che per la prima volta nella sua storia ha chiuso sopra i 15.000 punti; ma il professore della NY University, l’economista Nouriel Roubini, non si lascia distogliere da queste performance. E mette nuovi punti fermi. 

A suo avviso c'è ancora spazio per speculare in borsa, approfittando della tendenza rialzista delle azioni. Grazie alle politiche monetarie espansive messe in campo daFederal ReserveBanca centrale europea su entrambe le sponde dell'Atlantico, l'azionario potrà continuare ad apprezzarsi. Ma poi - avverte - arriverà il momento di dover pagare il conto. 

Sul calendario Roubini cerchia col rosso l'anno 2015, prevedendo che fra ventiquattro mesi, ossia alla fine di questo periodo, la bolla potrebbe scoppiare e un grave crash colpire i mercati, a fronte di una nuova fase di depressione. Come dire: non ci sarà più spazio per una corsa delle azioni, ma sarà di nuovo il momento in cui i listini azionari perderanno valore. 

La strategia delle principali banche centrali - assicura l'economista - potrà anche comprimere adesso gli spread e spingere al ribasso i rendimenti dei titoli di Stato, ma questo comporterà una normalizzazione dell'economia molto lenta. Ancora più caustico il milionario americano,George Soros, convinto che sarà l'euro a distruggere l'Unione europea. 

Secondo il guru di Wall Street più tardi verrà smantellata la zona euro, maggiore sarà il danno politico e la sofferenza umana. 

Punta il dito contro Bce e Federal Reserve Seth Klarman, uno degli esperti di mercato più apprezzati di tutti i tempi, ree di stampare denaro in maniera poco ortodossa. "Sarebbe questa l'unica azione per salvare la società; tutto il resto - avverte - è davvero secondario". 

Klarman tratteggia, infatti, uno scenario di alta inflazione e crescita economica lenta come risultato di queste politiche monetarie espansive che si tradurrà in una fase di paralisi dell'economia quando Ben Bernanke e Mario Draghi capiranno i loro errori.

 
Jamie Dimon: Ceo Jp Morgan Chase.

 

Il superbanchiere di Wall Street potrebbe perdere, insieme a altri tre membridel cda, il posto dopo l'ultimo scandalo che ha travolto qualche giorno fa la banca americana, finita nell’occhio del ciclone per aver manipolato alcuni mercati nel settore dell'energia.

 
NEW YORK (WSI) - Potrebbe avere i giorni contati la poltrona di Jamie Dimon, il superbanchiere di Wall Street a capo di Jp Morgan. Dopo scandalo della "Balena di Londra", negli ultimi giorni la banca americana è finita nell’occhio del ciclone per aver manipolato alcuni mercati nel settore dell'energia, in California. 

Secondo i rumors in circolazione in questi giorni, il più longevo banchere di americano potrebbe, insieme ad altri tre membro del cda, perdere il posto in occasione del prossimo consiglio dei amministrazione che di terrà a Tampa il prossimo 21 maggio.

Secondo gli investigatori dell'amministrazione Obama, che hanno avvisato il gruppo sulle indagini in corso nel mese di marzo, JPMorgan Chase avrebbe speculato spacciando ''centrali elettriche in perdita per incredibili fonti di profitto'', ingannando così gli investitori. Inoltre uno dei top manager del
gruppo, Blythe Masters, sarebbe stato accusato di ''dichiarazioni false e ingannevoli pronunciate sotto
giuramento'': in America un reato penale. Dal quartier generale newyorkese della banca regina di Wall Street si respinge ogni accusa. Ma il numero uno di JPMorgan Dimon, finora abile nel superare momenti molto difficili per la sua banca, appare sempre più in difficoltà. Basti pensare che sono almeno otto le agenzie federali che attualmente indagano sul gruppo. Gruppo nel 2012 travolto dallo scandalo della cosiddetta 'Balena di Londra', con operazioni finite male ancora una volta sul fronte dei prodotti derivati e costate ingenti perdite: oltre 6 miliardi di dollari. 

 

 

 

Parla l'ex ministro Finanze della Germania Lafontaine: "Qualcuno non ha ancora capito che l'Europa meridionale, tra cui la Francia, sara' costretta a combattere contro l'egemonia tedesca". Moscovici: "Fine del dogma austerity".

 
Roma (wsi) - Questa volta non è da Oltremanica dove gli euroscettici del partito Ukip nelle elezioni locali di giovedì scorso in Inghilterra e Galles hanno ottenuto un successo esplosivo sulla scena politica britannica, ma è dalla Germania che soffia sempre più forte aria di fronda contro il progetto dell'Europa unita. 

Anche chi è stato fra i più strenui sostenitori dell'euro sta cambiando idea. E' il caso di Oskar Lafontaine, l'ex ministro delle finanze tedesco, le cui parole fanno eco a quelle pronunciate dal capo del Tesoro francese, Pierre Moscovici, secondo cui "e' giunta la fine del dogma of austerity".

Ebbene, fra il 1998 e il 1999 ha lavorato alacremente nella squadra che si è occupata di supervisionare il varo dell'euro; oggi è un'altra storia: è finito a militare nelle fila dei più accesi euroscettici. Come ricordato dal giornalista Ambrose Evans-Prithard del quotidiano britannico The Telegraph, Lafontaine è arrivato a chiedere un break-up della moneta unica per consentire che l'Europa meridionale possa tornare a crescere.    [ Wall Street Italia aveva infatti parlato del caso Fontaine.] 
 
"La situazione economica sta peggiorando di mese in mese, la disoccupazione ha raggiunto livelli che mettono in dubbio la democrazia", ha denunciato. A suo avviso "i tedeschi non hanno ancora capito che l'Europa meridionale, tra cui anche la Francia sarà costretta per uscire dallo stato di miseria a combattere contro l'egemonia tedesca prima o poi", colpevole di guadagnare continuamente quote sull'export.
 
Lafontaine sul sito web del Partito della Sinistra tedesca si è rivolto direttamente alla Cancelliera tedesca, Angela Merkel, dicendole di svegliarsi dal suo torpore ipocrita e di pensare per una volta anche ai Paesi in difficoltà per forzare un cambiamento nella politica a spese degli elettori tedeschi. 

Una tesi forte che si ritrova nelle dichiarazioni del ministro delle Finanze francese, Pierre Moscovici che ha chiesto la fine delle politiche di austerità, perché non ci siano strappi nelle relazioni fra Parigi e Berlino.
 
Sempre più economisti osservano che la moneta comune avrebbe potuto essere sostenibile se i Paesi della zona euro avessero concordato una politica salariale comunitaria. Invece così non è stato perché - spiegano - "le istituzioni stabilite per il coordinamento sono state aggirate dai governi e oggi il sistema non funziona". Una recente analisi riportata dal quotidiano, Handelsblatt, ha segnalato come Grecia, Portogallo o Spagna dovrebbero contrarre i loro salari del 20-30% per essere di nuovo competitivi, mentre la Germania dovrebbe apprezzarli di un ulteriore 20%. 

Qualche esperto di mercato ammette l'evidenza e riconosce che "se apprezzamenti e svalutazioni in tal senso non sono possibili, è meglio dire addio alla moneta comune". In fondo "sarà necessario imporre rigorosi controlli di capitale per regolare i flussi di capitale. Ma dopo tutto - ricorda - l'Europa ha già compiuto questo primo passo con il caso Cipro". 

Durante il periodo di transizione, l'Unione europea dovrà fornire aiuti ai Paesi che dovranno effettuare svalutazioni per evitare un collasso. Ma c'è anche qualche economista che abbozza a una soluzione.

"Una pre-condizione per far funzionare il sistema monetario europeo sarebbe quello di riformare il settore finanziario come se fosse una cassa di risparmio pubblica". Come ricorda la saggezza popolare, la speranza è sempre l'ultima a morire, ma gli ultimi dati macro sulla disoccupazione in Europa la soffocano.
 

(wsi) - Roma, 6 mag - Tra le misure in cantiere presso la Bce ci potrebbe essere anche la decisione di portare in negativo il tasso di interesse sui depositi delle banche commerciali presso l'Eurorotower. Dopo il taglio del costo del denaro dallo 0,75% allo 0,50%, il nuovo minimo storico, la Bce ha invece lasciato fermo a zero il tasso sui depositi con cui remunera la liquidita' parcheggiata a Francoforte dalle banche commerciali. ''C'e' una discussione in corso per valutare anche le conseguenze di abbassare il tasso sui depositi sotto lo zero'', ha spiegato Mario Draghi, presidente della Bce, nella Lectio Magistralis tenuta all'Universita' Luiss dove ha ricevuto la Laurea honoris causa in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali.

 

Euforia a New York, azionario America galvanizzato dal dato migliore delle attese sul lavoro. Disoccupazione giù al 7,5%, mai una percentuale così bassa dal 2008. Ma c'e' l'altra faccia della medaglia. La borsa sale, "drogata" dalla liquidita' Fed, Bernanke compra $85 miliardi di titoli al mese. E i senza lavoro reali sono al 23%.

 
New York (WSI) –Partenza sprint per Wall Street, dopo il dato migliore delle attese sull’occupazione di aprile. Nel mese scorso sono stati creati 165 mila posti di lavoro, oltre le attese degli analisti che scommettevano su una crescita più contenuta a 135 mila. Scende al 7,5% il tasso di disoccupazione, la percentuale più bassa dal 2008. Nelle prime battute, lo S&P 500 aggiorna i massimi storici sfondando per la prima volta quota 1600 punti (+1,15% a 1.616 punti). In forte rialzo anche il Dow Jones che a un'ora circa dall'avvio ha messo a segno un nuovo record, sfondando quota 15 mila punti (+1%) e il Nasdaq (+1,18% a 3.380 punti). 

"A quanto pare, la ripresa americana è meno debole delle attese. Un paio di mesi fa nessuno avrebbe scommesso che lo S&P 500 avrebbe superato la soglia psicologica di 1.600 punti. Tanto più che a questo record si è aggiunto a quello del Dow Jones, che ha sfondato quota 15.000 punti" ha specificato Howard Silverblatt, analista di S&P Dow Jones Indices. 

Ma sulla corsa senza sosta della Borsa Usa c'è chi continua a sostenere che, più del miglioramento dei fondamentali dell'economia, la vera molla è data dalla liquidità che la Fed continua a iniettare nel sistema. Con i rendimenti dei T-bond a 30 anni sotto il 3%, l'azionariato continua a rappresentare al momento l'asset più redditizio. 

Sempre sul fronte macro, oggi sono stati diffusi i dati sull’Ism servizi che, nel mese di marzo, ha segnato una crescita sotto le attese. Nello stesso mese, inferiori alle stime anche gli ordini delle fabbriche 

Nel mese di aprile, l’indice delle 500 società americane a maggiore capitalizzazione ha accumulato guadagni pari l’1,8%, segnando la maggiore striscia di guadagni mensili dal settembre 2009. Va ricordato che Wall Street è entrato nel suo quinto anno consecutivo di crescita: dai minimi di settembre 2009, l’indice è risalito del 136%, spinto in alto dagli utili societari migliori delle attese e tre round di acquisti di obbligazioni da parte della Federal Reserve. 

A livelli di titoli, finanziari (+1,5%) e materie prime (+1,37%) guidano i rialzi. A livello societario, LinkedIn (-7,92%) e' penalizzata dalla trimestrale di ieri, in cui l'outlook ha deluso. Moody's (-3%) cede nonostante una trimestrale migliore delle stime. Il colosso assicurativo Aig (+4,15%) guadagna dopo i conti. Il petrolio a giugno balza dell'1,16% a 95,08 dollari al barile.
In ambito valutario, l’euro +0,44% a $1,3121; dollaro/yen +0,20% a JPY 98,15; euro/franco svizzero +0,17% a CHF 1,2235.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio -0,17% a $93,83 al barile, oro +0,57% a $1.475,90 l'oncia. I Treasuries intanto estendono le perdite coni rendimenti del benchmark a 10 anni in crescita dello 0,07% a 1,69%. 

"Disoccupazione davvero troppo alta, speriamo in un miglioramento delle esportazioni" con riduzione costo del denaro. Si "taglino le spese". Tassi di rifinanziamento scendono al nuovo minimo di 0,5%. Primo taglio dei tassi dal luglio del 2012. ALERT: scivolano i mercati: Bce "pronta tecnicamente a chiedere ai clienti di pagare le banche perchè tengano i loro conti.
 
 

BRATISLAVA (wsi) - Le misure straordinarie di liquidità di LTRO - ovvero prestiti alle banche a tasso fisso - continueranno almeno fino al 2014. E' quanto ha detto il presidente della Bce Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa successiva alla decisione dell'Eurotower di tagliare i tassi allo 0,50%, al nuovo minimo storico. 

Di fatto, la politica monetaria della Bce "resterà accomodante per tutto il tempo che sarà necessario" e l'Eurotower darà il via a tre aste straordinarie di rifinanziamenti ultra agevolati di prestiti a tre mesi, a favore delle banche commerciali. (appunto, le operazioni di LTRO). Le condizioni agevolate che la Bce pratica sui rifinaziamenti a favore delle banche, in particolare l'assegnazione dei fondi richiesti ad un tasso fisso predeterminato e legato ai minimi di riferimento ufficiali, saranno estese precisamente fino al luglio del 2014.

"Vi invito a non sottovalutare l'efficacia di queste misure che affianchiamo al taglio dei tassi di interesse deciso oggi", ha affermato il presidente della Bce, Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

"La disoccupazione è davvero troppo alta - ha detto Draghi - e speriamo in un miglioramento delle esportazioni con il taglio dei tassi". La crescita sembra essere ancora soggetta a "rischi al ribasso", in particolare per la possibilità di una domanda "anche più debole del previsto" e di una insufficiente attuazione delle riforme economiche avviate da parte dei paesi - ma una ripresa graduale è attesa nella seconda metà del 2013. 

Il banchiere fiorentino ha ribadito che la Bce ha preso "diverse" nuove decisioni per facilitare l'approvviginamento di liquidità e credito all'economia reale. Draghi ha anche segnato un importante punto di svolta, affermando che l'austerity ha dato risultati sul fronte dei conti pubblici, ma ora basta con il concentrarsi sulle tasse, è fondamentale tagliare le spese e puntare sulla crescita.

Giovedì, 02 Maggio 2013 08:45

Tasso d'interesse Euro: Cosa farà la Bce?

Mario Draghi: presidente della Bce. Si saprà alle 13.45 ora italiana, se il tasso d'interesse passerà dal 0.75% al 0.50%, tagliando così di un quarto di punto percentuale. Questo è quello che si aspettano Goldman, Danske e Barclays. Per Deutsche Bank ne seguira' un secondo entro il 2013. Il motivo? L'imperativo e' aiutare le banche a tornare a concedere prestiti a imprese e famiglie.

 
(WSI) - Nel giorno in cui debutta la nuova banconota da 5 euro, è il dilemma del taglio dei tassi sì, taglio dei tassi no a tenere con il fiato sospeso i trader di mezza Europa. La Bce non è mai stata così vicina a un nuovo taglio del tasso di riferimento dell'Eurozona dall'ultima riduzione, nel luglio 2012, dicono gli economisti. Per molti in queste ore che separano Mario Draghi dalla riunione a Bratislava, capitale della Slovacchia, il dibattito è ancora in seno al Consiglio direttivo. 

Ma, nonostante il clima attendista, almeno il63% degli esperti di mercato contattati da Bloomberg News è convinto che questa volta il presidente della Banca centrale taglierà i tassi di un quarto di punto percentualeGoldman Sachs sottolinea che si tratta di una manovra che riguarderà soltanto i tassi di rifinanziamento e che non coinvolgerà quelli dei depositi. 

"La Bce se deciderà in questo senso lo farà per cercare di dare linfa all'economia, dal momento che ha mantenuto spazio di manovra per agire con misure non convenzionali", spiegano gli economisti della banca americana, che hanno intenzione di rivedere al ribasso le previsioni di crescita per l'Eurozona nel 2013 portandole a -0,7% dal precedente -0,5%. 

Stessa posizione di Barclays Capital secondo cui un taglio dei tassi potrebbe dare un sostegno fondamentale per l'economia che potrebbe essere finalmente in recupero entro la fine dell'anno. C'è chi come Deutsche Bank se ne aspetta un secondo di taglio dei tassi poi entro il 2013. In ogni caso, aggiungono gli analisti di Rbs, anche se la Bce si è schernita un mese fa dicendo che non ritiene che un taglio aiuterà oggi si trova nella posizione di dover fare qualcosa

Dall'ultima riunione del 4 aprile scorso il panorama congiunturale dell'Eurozona è cambiato, e in peggio. C'è chi ricorda come adesso sia chiaro che l'economia in Germania sta rallentando, e i bassi tassi di inflazione in Germania e nell'Eurozona, uniti al recente calo del petrolio dovrebbero convincere anche la Bundesbank che è arrivato il momento di agire.

Come sottolineato dagli economisti di Danske bank la Bce dovrà cercare di sostenere le piccole e medie imprese, sfruttando le implicazioni di un taglio dei tassi e facilitando alle banche la loro funzione di concedere prestiti; dovrà quindi mostrarsi di essere all'altezza delle aspettative, ossia di essere in grado di lavorare in tandem con altre istituzioni su questo terreno.
Pagina 9 di 13

logo3a44ee4

 

Contatti

Via dei SS. Martiri di Selva Candida, 34

Roma, Italia
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

JavaScript deve essere attivo per utilizzare Google Maps.
Sembra infatti che JavaScript sia disabilitato o non supportato dal tuo browser.
Per visualizzare le Google Maps, attiva JavaScript modificando le opzioni del tuo browser e poi riprova.

Contattaci subito

Disclaimer

Il presente sito ha esclusivamente finalità didattiche. Non deve pertanto essere inteso in alcun modo come consiglio operativo di investimento né come sollecitazione alla raccolta di pubblico risparmio. I risultati presentati - reali o simulati - non costituiscono alcuna garanzia relativamente a ipotetiche performance future. L'attività speculativa comporta notevoli rischi economici e chiunque la svolga lo fa sotto la propria ed esclusiva responsabilità, pertanto gli Autori non si assumono alcuna responsabilità circa eventuali danni diretti o indiretti relativamente a decisioni di investimento prese dal lettore. Il navigatore, pertanto, esonera Diego Falcinelli, Marco Cocumelli, Paolo Moresi e Valentina Perilli, nei limiti di legge, da qualsiasi responsabilità comunque connessa o derivante dal presente sito internet.